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Il carcinoma pancreatico metastatico è destinato a diventare la terza causa principale di morte per cancro in Europa. Offrire quindi un miglior accesso alle terapie per i pazienti che ne sono affetti è una priorità.

Osservatorio Malattie Rare: “Senza una decisione di AIFA i pazienti non possono accedere a questa speranza”

A gennaio l’Ema ha approvato l'uso di Abraxane (paclitaxel legato all'albumina in nanoparticelle) in combinazione con gemcitabina, per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con adenocarcinoma metastatico del pancreas o carcinoma pancreatico metastatico. Si tratta di un farmaco già noto perché utilizzato nel tumore alla mammella metastatico, che Celgene ha sperimentato con successo anche nel cancro al pancreas metastatico.  In Inghilterra, la notizia è di questi giorni, è arrivata la decisione positiva dell’NHS England’s Cancer Drugs Fund (CDF) che rende questo farmaco immediatamente disponibile ai pazienti. In Italia, invece, il bisogno dei pazienti è ancora insoddisfatto.

Celgene International Sàrl, società interamente controllata da Celgene Corporation, ha annunciato che la Commissione europea ha approvato l'uso di Abraxane (paclitaxel legato all'albumina in nanoparticelle) in combinazione con gemcitabina, per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con adenocarcinoma metastatico del pancreas o carcinoma pancreatico metastatico.

L'impiego di  paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle in combinazione con gemcitabina per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con adenocarcinoma metastatico del pancreas è stato approvato dalla Commissione Europea. Il farmaco è già in commercio ed è approvato per il ca della mammella in fase metastastatica. Il farmaco, che era già indicato per il tumore alla mammella metastatico, viene commercializzato da Celgene con il marchio Abraxane.

Al via la campagna PanCrea di Aiom e Simg, in collaborazione con Celgene. Frega: “In Italia più attenzione alla ricerca”

Smettere di fumare e abbracciare uno stile di vita sano per allontanare il rischio di sviluppare un tumore al pancreas. E’ questo il messaggio della campagna di prevenzione ‘PanCrea: creiamo informazione’ lanciata dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in collaborazione con la Società italiana di medicina generale (Simg).
Secondo gli esperti, infatti, il fumo aumenterebbe del 70% di ammalarsi di questa forma tumorale, che conta 12.200 nuovi casi diagnosticati nel 2013. Incidenza in aumento rispetto al passato, di fronte alla quale resta però stazionaria la prognosi: sfavorevole ancora in molti casi, nonostante lo sviluppo recente di nuove strategie terapeutiche.

L'approvazione arriva a seguito dei risultati dello studio di fase III, randomizzato, in aperto, MPACT (Metastatic Pancreatic Adenocarcinoma Clinical Trial), pubblicato sul New England Journal of Medicine

Il Comitato per i Prodotti Medicinali per uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), ha espresso parere favorevole all’ impiego di ABRAXANE® (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle) in combinazione con gemcitabina per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con adenocarcinoma metastatico del pancreas. A darne annuncio è stata Celgene International Sàrl, che produce il farmaco. Ora si attende la decisione finale della Commissione Europea, che generalmente recepisce le raccomandazioni del CHMP, che dovrebbe arrivare tra due mesi e mezzo.

Il chemioterapico ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza globale dei pazienti a 1 e 2 anni.

Paclitaxel, un chemioterapico di Celgene, è ora il trattamento indicato in prima linea per il carcinoma pancreatico metastatico. Il sì della FDA, l’agenzia del farmaco americana, è stato pronunciato dopo la valutazione dei risultati dello studio open-label MPACT (Metastatic Pancreatic Adenocarcinoma Clinical Trial).
Nel trial randomizzato, che ha coinvolto 861 pazienti, la terapia con paclitaxel in combinazione con gemcitabin (un altro chemioterapico) ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza rispetto al trattamento con solo gemcitabina: sono stati osservati un aumento del 59% della sopravvivenza a un anno e un raddoppiato tasso di sopravvivenza a due anni.

Per ora lo studio è stato fatto, con buoni risultati, solo sugli animali

USA - La medicina cinese potrebbe aiutare a combattere i tumori pancreatici. Lo suggerisce uno studio condotto dagli scienziati dell’Università del Minnesota che hanno sintetizzato un farmaco, chiamato minnelide, che prende esempio da triptolide, un prodotto naturale che si estrae da una pianta cinese da sempre nella medicina tradizionale orientale. Su questo prodotto naturale da qualche anno gli studi si sono intensificati anche se fin dagli anni ’70 erano state notate alcune capacità della pianta, tra cui quelle anti infiammatorie.

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