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Il carcinoma pancreatico metastatico è destinato a diventare la terza causa principale di morte per cancro in Europa. Offrire quindi un miglior accesso alle terapie per i pazienti che ne sono affetti è una priorità.

Milano – Presentati al 2016 Gastrointestinal Cancers Symposium dell’ASCO (American Society of Medical Oncology), che si è svolto nei giorni scorsi a San Francisco, i risultati di diversi studi su combinazioni che utilizzano ABRAXANE® (paclitaxel legato all’albumina formulato in nano particelle) e gemcitabina come terapia backbone sulla quale basare lo sviluppo di nuovi trattamenti del carcinoma pancreatico metastatico.

Un nuovo strumento diagnostico non invasivo potrebbe consentire di individuare questo tumore mortale prevenendo l'insorgenza di metastasi

Negli Stati Uniti, un team di ricercatori dello University of Texas MD Anderson Cancer Center ritiene di aver scoperto un metodo che permette di rilevare la presenza del tumore al pancreas anche quando la malattia si trova in una fase iniziale di sviluppo, prima che si diffonda ad altri organi e diventi troppo difficile da trattare. I risultati di questo studio, pubblicati di recente sulla rivista Nature, sembrano fornire un'opportunità senza precedenti per la diagnosi precoce di questo tipo di cancro e per la tempestiva progettazione di potenziali opzioni chirurgiche curative.

Il tumore al pancreas rappresenta la quarta causa di morte per neoplasia a livello europeo, ma rischia di salire fino al secondo posto nel 2020, a causa dei suoi alti tassi di mortalità, dei pochi investimenti nella ricerca, e della sua scarsissima conoscenza da parte dell'opinione pubblica. Basti pensare che, nonostante l'elevato numero di decessi, meno del 2% dei fondi per la ricerca sul cancro in Europa sono dedicati a questo tumore, e solo il 3,4% delle interrogazioni al Parlamento Europeo riguardanti il cancro sinora effettuate, avevano ad oggetto il tumore del pancreas.

USA – La FDA statunitense ha approvato il trattamento con Onivyde (irinotecan liposomiale per inizezione) in combinazione con fluorouracile e leucovorin, per il trattamento di pazienti con tumore al pancreas in stadio avanzato, che siano stati precedentemente trattati con chemioterapia a base di gemcitabina (Gemzar – gemcitabine).
L’approvazione è basata su uno studio randomizzato open label a tre bracci, condotto su 417 pazienti con adenocarcinoma pancreatico, già sottoposti senza successo alla chemioterapia a base di gemcitabina.

Buoni risultati per lo studio RECAP (Study of Ruxolitinib in Pancreatic Cancer Patients), un trial di fase II, randomizzato, controllato e in doppio cieco, da poco pubblicato sul Journal of Clinical Oncology: l’inibitore di JAK1/JAK2 ruxolitinib, aggiunto a capecitabina, è stato infatti ben tollerato e ha dimostrato una certa efficacia nel carcinoma pancreatico metastatico, specie nei pazienti con livelli elevati di proteina C-reattiva (PCR).

Le compagnia farmaceutica Merrimack ha annunciato insieme a Baxalta, una società controllata da Baxter, che la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha accettato la richiesta di approvazione alla commercializzazione (NDA, New Drug Application) di MM-398, un farmaco sperimentale candidato per il trattamento di pazienti con carcinoma metastatico del pancreas che sono stati precedentemente sottoposti a terapia mediante gemcitabina. La FDA ha anche reso nota l'intenzione di procedere ad una valutazione prioritaria (Priority Review) della richiesta di approvazione di MM-398.

Le aziende Baxter e Merrimack hanno annunciato di aver presentato una domanda di autorizzazione all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per l’immissione in commercio (MAA) di MM-398 (iniezioni di irinotecan liposomiale), un trattamento sperimentale per i pazienti con adenocarcinoma metastatico del pancreas che sono stati precedentemente trattati con gemcitabina.

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