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Nuova bozza del Piano Cronicità

Rimane ancora irrisolto il nodo cruciale della mancata copertura finanziaria

Il sistema sanitario italiano si trova di fronte a una nuova versione del Piano Nazionale della Cronicità, frutto di un confronto tra le Regioni e il Ministero della Salute. Questo aggiornamento introduce alcune novità significative, ma lascia ancora irrisolto il nodo cruciale della copertura finanziaria, una questione che rischia di compromettere l’efficacia delle azioni delineate.

LE NOVITÀ INTRODOTTE

Tra gli elementi più rilevanti del nuovo testo spiccano l'inclusione di tre patologie: epilessia, endometriosi e obesità. Queste malattie, spesso sottovalutate nel dibattito sanitario, rappresentano una sfida sia in termini di diagnosi precoce sia di gestione a lungo termine. La loro inclusione segna un passo avanti nella considerazione delle diverse dimensioni della cronicità, ma solleva anche interrogativi sulla capacità del sistema di affrontare un panorama sempre più complesso.

Il documento evidenzia diversi obiettivi chiave per migliorare la gestione delle malattie croniche:

  • migliorare la tutela assistenziale delle persone con patologie croniche, attraverso interventi più mirati e personalizzati;
  • prevenire l'insorgenza e rallentare la progressione delle malattie tramite una presa in carico precoce e interventi comportamentali;
  • aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici, rendendoli più omogenei su tutto il territorio nazionale;
  • ridurre l'impatto della malattia sulla vita delle persone e sulle loro famiglie, cercando di limitare le disuguaglianze sociali;
  • migliorare l'efficacia e l'efficienza dei servizi sanitari, garantendo equità di accesso e una migliore integrazione tra i vari attori del sistema;
  • promuovere un modello di rete, che valorizzi il ruolo degli specialisti e dell’assistenza primaria, favorendo una gestione integrata della cronicità.

L’aggiunta di nuove patologie richiederà una revisione delle competenze e delle risorse disponibili, sia a livello specialistico sia nell’assistenza primaria. Inoltre, l’attenzione posta sulla prevenzione e sulla presa in carico precoce pone una sfida organizzativa e culturale, che implica il coinvolgimento attivo di tutti gli attori del sistema sanitario, dai medici di base ai professionisti ospedalieri.

IL PROBLEMA DELLA COPERTURA FINANZIARIA

Nonostante gli intenti ambiziosi, il nuovo Piano non fornisce ancora risposte concrete sulla questione della copertura finanziaria. Questo limite rischia di vanificare molte delle proposte avanzate, lasciando irrealizzate le potenzialità del documento. Senza adeguate risorse, infatti, sarà difficile attuare le modifiche necessarie per garantire l'equità di accesso e la qualità dei servizi.

La mancanza di una copertura finanziaria chiara rappresenta uno degli ostacoli principali per l'attuazione del Piano. Il documento non prevede specifici stanziamenti di risorse dedicate per un motivo preciso: si tratta di un piano strategico, non operativo, che ha l’obiettivo di fornire linee guida e principi generali per le Regioni e i diversi attori del sistema sanitario. In questo contesto, il reperimento e l’allocazione delle risorse finanziarie vengono demandati a successivi provvedimenti normativi e ai bilanci regionali. Questa impostazione rispecchia il modello di governance sanitaria italiano, dove il federalismo sanitario assegna alle Regioni la responsabilità di pianificare e finanziare gran parte dei servizi.

La nuova bozza del Piano Nazionale della Cronicità rappresenta un passo avanti importante, ma incompleto. L'inclusione di epilessia, endometriosi e obesità amplia la visione del Piano, rendendolo più inclusivo e aderente alle esigenze reali della popolazione. Tuttavia, la mancanza di una strategia finanziaria solida rischia di limitare l'impatto delle iniziative proposte. Sarà cruciale, nei prossimi mesi, tradurre le buone intenzioni in azioni concrete, garantendo le risorse necessarie per un cambiamento reale e sostenibile.

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