La crescita è stata registrata dal 2015 al 2026. La dr.ssa Daniela Marotto: “Importanti una diagnosi precoce e una rete assistenziale capace di garantire continuità”
Dal 2015 al 2026 sono aumentate del 650% le patologie reumatologiche rare riconosciute e prese in carico dal Servizio di Reumatologia della ASL Gallura, nel nord-est della Sardegna. Un dato che si inserisce in una crescita più ampia dell’attività del servizio, che ha sede nella Casa di comunità di Tempio e opera anche negli ambulatori di Olbia, Badesi e La Maddalena. Tra il 2024 e il 2025, infatti, anche il numero complessivo degli accessi è aumentato di oltre il 20%. Che cosa racconta questo dato? Sono aumentati i casi, oppure oggi si riesce a riconoscere meglio queste malattie? Lo spiega la dr.ssa Daniela Marotto, responsabile del Servizio.
“L’incremento osservato nel numero di pazienti con malattie reumatologiche rare non deve essere necessariamente interpretato come un aumento della reale incidenza di queste patologie. È verosimile che a contribuire in maniera importante siano stati il progressivo miglioramento delle capacità diagnostiche, una maggiore attenzione verso queste condizioni e una crescente possibilità di intercettare e seguire pazienti che in passato potevano rimanere senza una diagnosi definita o essere indirizzati verso centri lontani dal territorio”.
Un'evoluzione che ha reso possibile seguire un numero maggiore di pazienti e garantire loro un riferimento specialistico più vicino: “Questo dato evidenzia quindi, oltre alla necessità di una diagnosi precoce e accurata, l’importanza di una rete assistenziale capace di riconoscere le malattie rare e garantire continuità nella presa in carico”, prosegue la specialista.
Nelle malattie reumatologiche rare, infatti, l’infiammazione può avere un ruolo centrale e, quando non viene riconosciuta e controllata, può arrivare a provocare danni permanenti. Identificarle può essere complesso, perché le manifestazioni possono essere diverse e, in molti casi, non sono specifiche.
“Dolori articolari o muscolari persistenti, gonfiore articolare, rigidità, stanchezza importante, eruzioni cutanee, febbre ricorrente non correlata a fattori infettivi o manifestazioni a carico di altri organi possono rappresentare alcuni dei segnali da approfondire, soprattutto quando persistono nel tempo o non trovano una spiegazione. La difficoltà diagnostica deriva anche dal fatto che molte malattie rare possono presentarsi in modo eterogeneo e condividere sintomi con patologie più frequenti. Per questo sono fondamentali l’esperienza clinica, un’attenta raccolta della storia del paziente, gli esami appropriati e, quando necessario, il confronto con altri specialisti e con i centri di riferimento”, sottolinea la dottoressa.
La presenza del servizio in diversi ambulatori della Gallura consente di articolare più agevolmente l’assistenza sul territorio: “Il nostro obiettivo è garantire ai pazienti un percorso il più possibile completo e continuativo, dalla fase diagnostica alla definizione e al monitoraggio del trattamento, attraverso una presa in carico specialistica e multidisciplinare quando necessaria”.
La possibilità di ricevere assistenza qualificata sul territorio è particolarmente importante per le persone con malattie rare, che spesso devono affrontare percorsi diagnostici e terapeutici complessi. “Ridurre la necessità di spostamenti verso centri distanti – conclude la responsabile del Servizio di Reumatologia – significa rendere più accessibili le cure e favorire una maggiore continuità assistenziale, senza rinunciare naturalmente alla collaborazione con i centri di riferimento regionali e nazionali”.










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