Endoscopia pediatrica

L’adozione di criteri comuni nella descrizione degli esiti dell’esame consente di offrire ai bambini e alle loro famiglie una presa in carico più continua e sicura

Ogni anno in Italia si stimano circa 10.000 procedure di endoscopia digestiva pediatrica. Un esame che, per i bambini affetti da patologie gastrointestinali croniche, può essere necessario ripetere più volte nel corso della vita, anche in ospedali diversi. Il problema è che non tutti i centri utilizzano gli stessi criteri per descrivere i risultati. Di conseguenza, confrontare referti eseguiti a distanza di tempo può diventare complicato, soprattutto quando il bambino viene seguito da specialisti differenti.

Per uniformare le modalità di refertazione, la Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP) ha messo a punto PREFERENDO, un documento di consenso nazionale che raccoglie 74 raccomandazioni sulle informazioni da riportare nei referti e sui criteri da utilizzare per descrivere quanto osservato durante l'esame. Il documento, pubblicato in due articoli sulla rivista scientifica Digestive and Liver Disease, riguarda gastroscopie, colonscopie, videocapsule endoscopiche ed enteroscopie.

PERCHÉ SERVONO REFERTI UNIFORMI

Nei bambini con malattie infiammatorie croniche intestinali, esofagite eosinofila, sindromi poliposiche o sanguinamenti gastrointestinali, l'endoscopia consente di valutare le condizioni dell'apparato digerente e, quando necessario, di monitorare l'evoluzione della malattia.

Il referto è quindi un documento importante per le decisioni cliniche successive. Se le informazioni sono registrate con criteri differenti, tuttavia, diventa più difficile ricostruire l'andamento della patologia, valutare eventuali cambiamenti e condividere i risultati tra i professionisti coinvolti nell'assistenza.

Finora gli specialisti hanno potuto fare riferimento a raccomandazioni internazionali, tra cui quelle del network PEnQuIN dedicate alla qualità dell'endoscopia pediatrica. Tuttavia, mancavano indicazioni nazionali condivise su alcuni aspetti specifici della refertazione, come l'utilizzo di sistemi di classificazione validati, la descrizione delle lesioni e la documentazione delle procedure più complesse.

IL PROGETTO PREFERENDO E LE 74 RACCOMANDAZIONI

Alla definizione del documento di consenso hanno partecipato 34 esperti di endoscopia digestiva pediatrica di diversi centri italiani, attraverso il metodo Delphi, una procedura che consente di raggiungere un accordo tra specialisti mediante successive valutazioni delle proposte.

Complessivamente sono state esaminate 81 indicazioni relative a sei ambiti della refertazione, delle quali 74 hanno ottenuto il consenso degli esperti. Le raccomandazioni sono raccolte in due pubblicazioni. La prima individua gli standard minimi di qualità e le informazioni che dovrebbero essere presenti in ogni referto. La seconda approfondisce gli aspetti specifici delle diverse procedure, comprese l'endoscopia digestiva superiore, la videocapsula e l'enteroscopia assistita da dispositivi.

Tra gli elementi considerati figurano la descrizione delle lesioni riscontrate, la valutazione della preparazione intestinale, la completezza dell'esame, l'utilizzo di classificazioni riconosciute e la documentazione fotografica.

CIRCA 10.000 PROCEDURE L'ANNO IN ITALIA

La necessità di rendere omogenea la documentazione riguarda un'attività diagnostica che coinvolge numerosi centri pediatrici. Secondo le stime disponibili, nel nostro Paese sono eseguite ogni anno circa 10.000 procedure endoscopiche in età pediatrica, sebbene non esista ancora un registro nazionale che permetta di quantificarle con precisione.

Una precedente indagine SIGENP, condotta in 44 centri italiani, aveva rilevato una mediana di 200 procedure annue per struttura, con oltre 1.000 esami nei centri con maggiore attività. Disporre di referti compilati secondo criteri comuni potrebbe quindi facilitare anche la raccolta e il confronto dei dati tra ospedali, contribuendo alla definizione di indicatori per valutare la qualità delle prestazioni.

I PROSSIMI PASSI

La pubblicazione del documento di consenso è il primo passaggio verso l'adozione di criteri comuni nei centri italiani. SIGENP intende ora promuovere la diffusione delle raccomandazioni, predisporre modelli strutturati di referto e organizzare attività formative rivolte agli specialisti.

Sono inoltre previsti studi multicentrici per verificare se l'applicazione delle indicazioni migliori effettivamente la completezza e la qualità della documentazione endoscopica. “Dare ai gastroenterologi pediatri un linguaggio comune significa offrire ai bambini e alle loro famiglie una presa in carico più continua e più sicura, in qualunque centro vengano seguiti”, conclude Antonella Diamanti, presidente SIGENP.

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