Il buono rimborsa le spese per assistenza domiciliare, cure e servizi sociosanitari, compresi quelli di badanti e assistenti familiari. La graduatoria parte dall'ISEE più basso
In Sardegna sono aperte le domande per i Buoni Servizio “SINE LIMES 2”, il contributo regionale che aiuta le persone con limitazioni nell'autonomia e le loro famiglie a pagare l'assistenza a casa. La Regione ha approvato l'annualità 2026 dell'Avviso pubblico e le richieste si possono inviare fino alle ore 17 del 28 ottobre 2026. Il buono vale al massimo 8.000 euro.
La misura è finanziata dal PR Sardegna FSE+ 2021-2027. Lo scopo è facilitare l'accesso ai servizi di cura e permettere alle persone fragili di restare nella propria casa. Allo stesso tempo la Regione punta ad alleggerire il lavoro di cura che pesa sulle famiglie e a renderlo più facile da conciliare con il lavoro.
CHI PUÒ FARE DOMANDA?
Il contributo è rivolto alle persone con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992, senza distinzione tra con connotazione di gravità o meno, a quelle seguite dai Centri di salute mentale o dall'Unità operativa di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (UONPIA) e agli anziani che hanno compiuto 85 anni. In tutti i casi serve un ISEE ordinario o corrente non superiore a 45.000 euro. Resta escluso chi usufruisce di un servizio residenziale.
Nell'Avviso la Regione spiega di aver scelto questi destinatari perché sono le situazioni in cui la perdita di autonomia richiede più assistenza e pesa di più sulle famiglie. Il documento ricorda che l'autonomia tende a ridursi con l'età e che in Sardegna una parte rilevante dell'assistenza alle persone fragili è ancora interamente a carico dei familiari, senza l'aiuto di collaboratori esterni.
QUALI SPESE SI POSSONO RIMBORSARE
Il buono copre, in tutto o in parte, le spese per assistenza domiciliare e aiuto alla persona, servizi di cura, assistenza sanitaria e sociosanitaria, servizi socioassistenziali, socioeducativi e riabilitativi. Sono ammessi anche i servizi prestati da assistenti familiari e badanti, oltre a quelli di operatori sociosanitari, infermieri, fisioterapisti e altri professionisti. Si possono inoltre rimborsare, fino a un massimo di 220 euro per beneficiario, le spese per la consulenza fiscale e amministrativa legata alla misura, comprese la gestione del contratto e le buste paga dell'assistente familiare. Per l'annualità 2026 valgono le spese per servizi ricevuti e pagati tra il 1° ottobre 2026 e il 31 dicembre 2027.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
La domanda si presenta solo online, sul Sistema informativo del lavoro (SIL) della Regione Sardegna, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Chi ha già ricevuto il buono nel 2024 o nel 2025 deve comunque fare una nuova richiesta.
Per l'assegnazione conta l'ISEE, non l'ordine di arrivo. La graduatoria partirà dalle domande con l'ISEE più basso e l'ordine cronologico di invio servirà solo a decidere tra chi ha lo stesso valore.










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